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- Storia -

Uno dei primi alberghi di Dobbiaco con l'energia elettrica...
correva l'anno 1900


La storia dell’Hotel Union ha i suoi esordi al volgere del Ventesimo secolo, un’epoca di profonde innovazioni sul piano tecnico e tecnologico, oltre che di importanti cambiamenti sociali e culturali nel pieno della Belle Epoque, da cui venne pienamente coinvolto.

Ed è una storia la cui prima parte ha altri protagonisti, diversi dalla Famiglia Comini, gli attuali proprietari.

- 1900 -

costruzione

- 1916 -

distruzione

- 1919 -

ferrovia delle Dolomiti

- 1925 -

edificio distrutto e ricostruzione

- 1951 -

acquisto da parte dei Comini

- 1966-1968 -

Sopraelevazione del III e IV piano

1900 - 1916

- L'inaugurazione e i primi anni di attività -

L’inaugurazione dell’Hotel risale al 1900 su commissione di un meranese , che decide di costruire un albergo nella rinomata località turistica di Dobbiaco, che a quei tempi era uno dei maggiori centri turistici frequentati dall’élite viennese. A partire dalla metà dell’800, infatti, Dobbiaco si era sempre più affermata come centro di villeggiatura e cura – vi soggiornò in due occasioni anche il compositore Gustav Mahler che qui scrisse due sinfonie ed il famoso “Canto della terra” – accogliendo i villeggianti che giungevano attraverso la linea ferroviaria costruita nel 1871 e che collegava direttamente Vienna alla Valle dell'Adige, percorrendo la Val Pusteria (in tedesco la Südbahnlinie).  


L’occasione della costruzione dell’Hotel Union viene probabilmente offerta dal verificarsi di diverse condizioni, tra cui un probabile contatto diretto dell'allora proprietario con la direzione della linea ferroviaria a Vienna da cui ottiene il permesso di edificare nelle immediate vicinanze della stazione (fatto non comune) e soprattutto con la costruzione proprio nel 1900 di una centrale elettrica, la cui energia fin da subito viene ad alimentare l’Hotel rendendolo una struttura moderna e competitiva. Lo stesso nome scelto dal proprietario, “Union” – un unicum in tutto l’Alto Adige – rimanda ad una categoria di hotel ben precisi, posti di solito vicino a stazioni ferroviarie di area anglosassone e americana. Ma in questo nome è altrettanto facile leggere l’intenzione di I. Ranges di richiamarsi alla funzione sociale della struttura che viene ora a costituire un luogo di incontro e crocevia di individui di culture e provenienze diverse, tutti uniti dal desiderio di vivere, in pieno relax, lo spettacolo della natura e dei Monti Pallidi.

Il successo dell’Hotel Union che ne deriva determina una curiosa reazione da parte dei proprietari del Grand Hotel di Dobbiaco, fra i cui azionisti vi era proprio la società Südbahnlinie di Vienna. Nel commissionare alcune cartoline destinate a ritrarre la stazione ferroviaria di Dobbiaco, viene deciso di “rimuovere” la presenza dell’Hotel tramite un primitivo fotomontaggio.

Anche se dell’edificio originario rimane oggi poco, dalla documentazione fotografica dell’epoca possiamo apprezzare un chiaro attingimento al mondo anglosassone. Il committente deve aver propeso per uno stile architettonico misto, con elementi di tradizione tedesca (la torre angolare “Erker”) ed altri quali l’elemento curvo dell’insegna ed i balconi lignei che si ispirano ad un ambiente “country”.

 

 

Fin dalla sua fondazione l’Union doveva offrire dei servizi e strutture di qualità piuttosto elevata, tra cui un vasto campionario di trattamenti curativi e bagni salutari che troviamo pubblicizzati anche in un dépliant del 1913. Dalla sua lettura apprendiamo che l’Hotel era dotato di una ampia sala da pranzo con tavolate e tavolini, a cui nel 1910 era stata aggiunta una caffetteria in veranda. Successivamente, nel 1911, erano stati costruiti anche un salone musicale ed uno per conversare. Possedeva inoltre una dependance con alcuni appartamenti, un garage per le automobili ed una propria stalla. L’albergo disponeva inoltre di acqua corrente –anch’esso per l’epoca assolutamente non usuale – che era rifornito direttamente da una sorgente privata la cui acqua era trasportata per due chilometri attraverso una conduttura ancora esistente e di cui possediamo i prospetti originali.

L’hotel Union vantava inoltre “una rinomata cucina di alto livello ed una cantina fornita solo delle migliori marche”, tra cui la famosa birra “Geschwister Harrasser” prodotta proprio a Dobbiaco nella birreria della Rienza prima di essere abbandonata con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale.

Particolare risalto viene infine dato alla gestione familiare dell’attività, laddove la famiglia Ranges si trova a  curare direttamente le stanze e intrattie gli ospiti nel grande salone che “di per se’ rendono vano il pregiudizio che si tratti di una impresa spersonalizzata di tipo industriale”.


1917 - 1951

- La distruzione della Grande Guerra e la ricostruzione -

La lunga serie di stagioni di successo si interrompe bruscamente allo scoppio della Grande Guerra, allorquando anche l’Union come altri luoghi ed edifici di Dobbiaco – uno per tutti la chiesa parrocchiale di S. Giovanni – viene direttamente coinvolto dai combattimenti. In più occasioni, infatti, l’edifico subisce pesanti distruzioni in seguito ai bombardamenti dal fronte italiano, le cui artiglierie poste sul Monte Popena cercavano di colpire la stazione di Dobbiaco e i binari per rallentare ed impedire i rifornimenti di truppe e mezzi dell’esercito austriaco.

Finita la guerra non è ben chiaro quale fu il destino del vecchio e diruto edificio. Non viene sicuramente ricostruito subito, neanche in occasione dell’inaugurazione nel 1919 della ferrovia a scartamento ridotto Dobbiaco-Cortina (i cui binari passavano a pochissimi metri dalla sua facciata sud). Solo negli anni ‘30 si provvede a ricostruirlo ma con una architettura molto semplificata, con un piano in meno al cui interno vengono ricavati appartamenti e negozi, e senza funzione di albergo. Non è un caso infatti che non vi sia alcuna menzione dell’Hotel Union nei volantini e prospetti pubblicitari di epoca fascista degli anni ’30 e ’40 che pubblicizzavano ampiamente Dobbiaco e le sue strutture ricettive. E non si sente nemmeno il bisogno di cambiargli il nome, come era uso in quel periodo di italianizzazione aggressiva nei confronti dei nomi di origine straniera, fatto che dimostra una volta di più che l’edificio doveva aver perduto la sua funzione originaria. La perdita dello status di albergo dovette forse dipendere oltre che dalle intenzioni del nuovo proprietario italiano la Signora Elsa Corradini di Brunico anche dalla posizione meno favorevole del complesso che ora si ritrovava delimitato su due lati da altrettante linee ferroviarie.


1951

- La rinascita dell'UNION -

Il nuovo capitolo di storia, quello ancora attuale, e la rinascita dell’albergo si aprono solo con l’arrivo a Dobbiaco del Rag. Eugenio Bruno Comini, accompagnato dalla moglie Enrica e dalla madre Josephine, che decide di prima di affittarlo nel 1948, per poi acquistarlo nel 1951 proprio in virtù della sua posizione strategica. Il collegamento diretto con due linee ferroviarie viene infatti visto come una gigantesca opportunità economica in un momento in cui, terminato il secondo conflitto mondiale, cominciava lentamente a farsi strada il turismo di massa. Dopo alcuni lavori di riammodernamento, già nel corso dello stesso anno l’Hotel riapre le sue porte con una nuova e dinamica gestione ed Eugenio Bruno e sua moglie Enrica accolgono i primi turisti avviando una lunga serie di stagioni turistiche che ancora oggi prosegue invariata. Poiché gli affari vanno sempre meglio, pochi anni dopo i coniugi Comini decidono di avviare un rinnovamento radicale della struttura, fornendola nel tempo di servizi all’epoca sicuramente avanguardistici e con pochi eguali in zona.

Per citare i più importanti la costruzione della prima piscina nel 1968 divenuta coperta nel 1972, e sei anni dopo il campo da tennis outdoor - sport molto amato dal Rag. Comini - che viene dotato poco dopo di una copertura con telo a tensione. Al 1958 risale invece la costruzione della taverna, che fin dalla sua apertura fino alla recente dismissione nel 2006 – anno in cui viene realizzata la sala congressi – diventa il cuore delle serate e nottate degli ospiti dell’hotel e non solo. Nella taverna vengono organizzate serate di ballo, eventi di musica dal vivo con varie band e orchestre, giochi e spettacoli dei più vari. Al ragionier Comini, dagli anni ’70 in poi si affianca anche il figlio Bruno che oltre a stare alle spine del bar si rivela un capace animatore e disc jockey delle nottate contribuendo a rendere la taverna dell’Union un luogo di apprezzata mondanità che ha regalato a ospiti di ogni parte del mondo ricordi unici del loro soggiorno.

– Suites & rooms –

 

... per tutte le esigenze! Nel nostro Hotel abbiamo stanze di tipologia diversa e siamo in grado di soddisfare ogni esigenza dei nostri ospiti, la maggior parte dotate di balcone e vista panoramica.  ... di più

– Sport –

 

Un punto fondamentale della nostra filosofia di vita può essere riassunta nel motto mens sana in corpore sano. Aggiungiamo noi con una pratica da svolgere sia all’esterno che all’interno. Nel primo caso le nostre montagne per quanto riguarda sport e divertimento ... di più

– Wellness –

 

E ora un po’ di relax. Di ritorno da una giornata passata fuori sugli sci o da una escursione nelle nostre imponenti montagne, o dopo una partita nel nostro campo da tennis interno cosa desiderare di più se non un po’ di relax? La nostra graziosa e attrezzata area … di più